Chiesa di Sant'Egidio a Quetta

A nord della piazzetta del paese sorge l’antica chiesetta di Sant’Egidio. Menzionata nei documenti a partire dal 1329, era anticamente dedicata ai tre Re Magi

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Descrizione

Chiesa

Riedificata in forme gotiche nel 1406, venne in un secondo tempo intitolata a Sant’Egidio, protettore degli zoppi e dei lebbrosi. Nel 1616 vennero inaugurati il cimitero e il campanile. All’inizio del XX secolo, per far fronte all’aumento della popolazione, si sentì il bisogno di ingrandire la chiesa allungandola nel verso della facciata anteriore e in quell’occasione il vecchio campanile venne spostato di qualche metro. Il prospetto principale è ornato da un bel portale cinquecentesco in pietra rosa e da un piccolo rosone.
Nel 1929 il pittore Carlo Donati arricchì la facciata con alcuni affreschi, ormai poco leggibili: una Madonna con Bambino nella lunetta che sovrasta il portale e Sant’Egidio a lato dell’ingresso ( riconoscibile dagli abiti benedettini e dalla cerva, che secondo la leggenda è stata da lui soccorsa). L’aula, a navata unica, presenta tre campate con volta a crociera, costoloni in pietra e arco santo a sesto acuto. Nell’abside sono visibili alcuni affreschi, opera dello stesso Donati, rappresentanti gli Apostoli Simone e Taddeo. L’altare maggiore, in legno policromo, risalente all’inizio del XVII secolo, viene unanimemente attribuito all’intagliatore tedesco Simone Lenner, che qui in Trentino lasciò molte testimonianze, quale l’altare maggiore della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Casez. La pala, coeva all’altare, raffigura la Madonna con Bambino tra Santi, fra i quali sono riconoscibili Sant’Egidio e San Michele arcangelo. Sulla parete sinistra è appesa un’ancona lignea, ancora seicentesca, contenente un dipinto, risalente al XVII secolo, rappresentante la Madonna con Bambino, San Fabiano (in abiti pontificali con triregno e pastorale), San Sebastiano (che presenta il costato trafitto da frecce) e Sant’Antonio abate (accompagnato da un maialino). Sulla mensa di quest’altare era un tempo conservato un altorilievo cinquecentesco in legno policromo, rappresentante l’Adorazione dei Magi, oggi al Museo diocesano tridentino. A sinistra dell’arco santo, dove un tempo si trovava l’altare dedicato ai tre Re Magi, trova posto una Madonna con Bambino realizzata dall’intagliatore gardenese Giuseppe Obletter grazie alle offerte donate da alcuni emigranti in America. Nell’ aula, a seguito del recente restauro, sono tornati alla luce due affreschi cinquecenteschi, fortemente ridipinti, raffiguranti San Sebastiano entro cornice rinascimentale (a ridosso dell’arco santo) e la Madonna in trono con San Sebastiano (sulla parete destra). Al di sopra della porta laterale, su di una mensola fissata nel muro, è visibile una statua in legno policromo, risalente alla fine del XIX secolo, rappresentante Sant’Antonio da Padova con Gesù Bambino, riconoscibile dall’abito francescano e dal giglio bianco.

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

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