Chiesa di San Maurizio a Campodenno

Su di un colle che guarda verso il fondo valle, sorge la chiesa dedicata a San Maurizio, conosciuto come il protettore degli alpini e dei militari

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Descrizione

Chiesa

Ricordata a partire dal 1449, essa venne più volte ingrandita nel corso dei secoli: dapprima nel 1792, quando venne allungata dalla parte dell’abside con la costruzione del presbiterio e della sacrestia e quindi nel 1856 quando furono aggiunte le due cappelle laterali, facendo assumere alla chiesa la tipica forma di croce latina. La facciata è ornata da uno slanciato campanile e da un bel portale con timpano e stipiti in pietra rossa che porta la data 1837.
Varcata la soglia della chiesa, si può ammirare il soffitto dalle volte a crociera e l’arco santo a tutto sesto che introduce al presbiterio. Gli affreschi che decorano l’ambiente sono stati realizzati all’inizio degli anni Venti del Novecento da Carlo Donati, attivo anche nella chiesa di Sant’Egidio a Quetta. Nella cupola sono dipinti alcuni simboli eucaristici mentre sulla volta dell’aula si possono ammirare le figure a mezzo busto dei quattro Evangelisti e poco più in là San Lorenzo, riconoscibile dalla graticola, lo strumento del suo martirio, San Vigilio, terzo vescovo di Trento, rappresentato con mitria e pastorale, San Rocco in vesti da pellegrino con bastone e conchiglia e San Pancrazio, accompagnato dal leone. La parete di fondo conserva un grande affresco dello stesso Donati raffigurante la Madonna del Rosario e più in basso il martirio di San Maurizio. La vicenda vuole che il Santo, comandante della legione Tebea, si sia rifiutato insieme ai suoi compagni di obbedire ad un ordine ricevuto dall’imperatore Diocleziano (IV sec. d. C.), cioè di dare il via alla persecuzione dei cristiani nel territorio del Vallese (Svizzera). Per questa risposta, fu ordinato che i disertori venissero trucidati. Sulla parete troviamo, quindi, dipinto San Maurizio a cavallo che dolorante viene assistito premurosamente da alcuni Angeli. Alle spalle del soldato, responsabile della ferita mortale, si ha un’immagine di come si presentasse a inizio secolo il piccolo borgo di Campodenno. L’altare maggiore realizzato in marmi policromi e risalente al XIX secolo è movimento al centro da un elegante ciborio a forma di tempietto. Nel braccio destro del transetto, accanto all’organo, trova posto un altare ottocentesco ornato da una pala dipinta nel 1836 dal pittore roveretano Domenico Udine, come indica la sigla posta in basso a sinistra. Essa rappresenta la Madonna e alcuni devoti oranti per la guarigione di un infermo. Nell’altro braccio del transetto si conserva, invece, un altare ligneo, datato 1679, forse opera dell’intagliatore di origine bavarese Simone Lenner, che qui in Trentino lasciò molte testimonianze. Ornato alla sommità da un grazioso gruppo ligneo, rappresentante l’Incoronazione di Maria, l’altare presenta nella nicchia centrale una statua ottocentesca, raffigurante la Madonna Immacolata. A destra dell’arco santo è visibile un pulpito in legno policromo, risalente al XIX secolo, sormontato dalla figura dell’Arcangelo Michele, colui che ha il potere di pesare le anime prima del Giudizio. Su di una mensola fissata nel muro, dall’altro lato dell’arco trionfale trova, invece, posto la statua novecentesca in gesso dipinto del Sacro Cuore di Gesù. In fondo alla navata, alla sinistra di chi entra, è visibile una pila dell’acquasanta in pietra bianca, che porta inciso sulla vera l’anno 1579. È datato, invece, 1633 il bel fonte battesimale, fornito di una elegante copertura di forma ottagonale, che si conserva all’interno di una nicchia ricavata nella parete sinistra della navata. Le stazioni della Via Crucis, dispiegate lungo le pareti dell’aula, sono dipinte ad olio e risalgono al 1783.

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

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