Descrizione
Non si è a conoscenza delle motivazioni che spinsero alla sua costruzione proprio in questa località, ma è certa la presenza nella zona limitrofa di un monastero di modeste dimensioni, cui pervenivano viandanti e pellegrini in cerca di ricovero o ristoro, il che lascia supporre che originariamente la chiesetta ottemperasse proprio a questa funzione. Le supposizioni però si fermano qui, infatti le cronache dell’epoca riportano che il 10 gennaio 1289 un certo monaco Dalavanzio ricevette in dono da un possidente di Denno, Odorico di Ropreto, una terra boschiva prospiciente il torrente Noce e confinante su tre lati con il territorio della Chiesa. Con un atto di permuta del 7 settembre 1329 il podere, denominato S. Angelo, divenne proprietà della Chiesa di Denno. Con un successivo documento, datato 26 marzo 1337, l’appezzamento fu donato a Rivabene, priore di una comunità di frati di Campiglio. In seguito il possedimento ebbe numerosi proprietari, fu per quasi 200 anni dei de Federicis di Quetta. Passò quindi nel 1716 a Giovanni Belfanti per poi essere, nel 1766 proprietà dei de Gervasi di Denno. Verso la metà del 1800 fu acquistato dal barone de Bartolini di Trento, per essere successivamente ceduto ai frati benedettini nel 1890.
Due anni più tardi fu infine acquistato dalla famiglia Beatrici, originaria di Calavino, che ne è tuttora proprietaria.
Al periodo di presenza di monsignor de Bartolini a Maso Sant’Angelo risalgono gli arredi sacri presenti all’interno della chiesetta. Alcuni recenti sondaggi hanno messo in evidenza la presenza, sulla parete ovest della stessa, di alcuni affreschi di pregevole fattura.